L'ansia da separazione

In tutte le specie di mammiferi sociali possiamo osservare i comportamenti relativi all’attaccamento. L’attaccamento è quel meccanismo che permette all’individuo di mantenere i legami sociali con gli altri membri del proprio branco, sia tra adulti sia nell’ambito della relazione tra genitori e figli.
Quando accade che un individuo perde il contatto con il suo branco, esso inizia a provare naturalmente ansia. L’ansia è un insieme di emozioni diverse come la paura, l’apprensione e la preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sintomi fisici quali palpitazioni, nausea e respiro affannato. L’ansia è in grado di innescare, nell’individuo separato dal proprio branco, comportamenti che hanno lo scopo di richiamare gli altri membri del gruppo (vocalizzazioni), comportamenti utili a superare gli ostacoli che lo separano dagli altri (scavare o saltare ecc.), nonché comportamenti mirati a ricostituire il contatto con il gruppo.


Quando un cane entra in famiglia è come se ritrovasse in essa il proprio branco. Il proprietario viene considerato una figura di accudimento, il sostituto della madre verso il quale il cane instaura un rapporto di attaccamento. La volontà del cane di instaurare questo tipo di legame con il suo partner umano può essere etologicamente considerata come un istinto naturale di sopravvivenza. Il cane ha bisogno di un legame con l’essere umano in quanto quest’ultimo, come una madre, provvede ai suoi bisogni primari, come nutrimento e riparo, e alla sua protezione.


Quando la relazione fra cane e proprietario è equilibrata, essa si fonda sul senso di sicurezza che trova conferma nella presenza e nel sostegno che il genitore umano sa trasmettere attraverso l’accudimento. In questo caso la relazione può essere descritta nello stesso modo in cui gli psicologi descrivono il legame tra genitori e figli attraverso la teoria dell’attaccamento.
Nella teoria dell’attaccamento le interazioni tra il cane e la sua figura di riferimento sono determinanti nella maturazione di un particolare tipo di legame e nello sviluppo della capacità del cane di saper gestire le situazioni e i contesti autonomamente. Lo stile di attaccamento, infatti, influenza le modalità personali del cane di rapportarsi alla realtà.


Quando l’attaccamento è sicuro, il cane è sicuro e al momento della separazione dal proprietario manifesta i comportamenti di attaccamento. Tuttavia, certo del ritorno del suo genitore umano, si rasserena e riprende a giocare poco dopo o comunque si mette tranquillo. Al ritorno del proprietario lo saluta allegramente per poi tornare nuovamente alle proprie attività. I proprietari dei cani sicuri sono sensibili ai loro segnali: si relazionano correttamente con i propri cani, cercano di dedicare loro del tempo e mostrano interesse nello stare insieme e nel giocare con loro. Sostanzialmente, i cani con attaccamento sicuro sanno di potersi fidare del loro proprietario, disponibile e sensibile alle loro richieste. Si sentono amati e protetti, sanno di poter accedere al proprietario liberamente e incondizionatamente, tutte le volte che ne hanno bisogno; pertanto, sono soddisfatti della relazione d’attaccamento. Vivendo una relazione basata sulla fiducia reciproca e sulla disponibilità emotiva e fisica, questi cani si sentono da un lato liberi di cercare il contatto della figura materna, e dall’altro sicuri e tranquilli nell’esplorazione del mondo, sereni nell’affrontare il cambiamento con capacità di adattamento. I cani che hanno sviluppato uno stile attaccamento sicuro piangono meno frequentemente quando rimangono soli e sono più disponibili nel rapporto con gli altri.


Quando l’attaccamento è insicuro, il cane è insicuro e fortemente angosciato al momento della separazione dal proprietario, tanto da essere difficile o impossibile tranquillizzarlo. Anche al momento del ricongiungimento mantiene uno stato di agitazione e di ansia. In tale circostanza, infatti, il suo comportamento si presenta incoerente: può oscillare tra momenti di frustrazione o rabbia e altri di disperata ricerca di affetto e contatto. I proprietari di questi cani sono persone non attente ai segnali dei propri cani e imprevedibili o incoerenti nelle loro risposte. È proprio sull’imprevedibilità e l’incoerenza che si basa la relazione d’attaccamento tra i cani insicuri e i loro proprietari.

 

In particolare, l’ansia manifestata dal cane è riconducibile all’impossibilità di prevedere e controllare le reazioni della figura materna, e all’incapacità di conquistarla. Allo stesso tempo, però, il cane non riesce a fare a meno di lei; nell’ambito della relazione, pertanto, alterna manifestazioni di forte frustrazione ad altre di notevole remissività. L’imprevedibilità gioca un ruolo fondamentale anche nello sviluppo dell’autonomia del cane. Infatti, le aspettative del cane sull’esito della relazione sono molto incerte: egli non sa se la risposta del proprietario sarà sicuramente accessibile e disponibile o, al contrario, inaccessibile e rifiutante. Per questa ragione anche il modello della figura di attaccamento sarà sostanzialmente caratterizzato dall’imprevedibilità: il cane percepisce il proprietario a volte in grado di fornire protezione e cure, a volte distante e inaccessibile. In queste condizioni, il cane non può maturare un’idea di stabilità.

 

Così, il cane con uno stile di attaccamento insicuro cerca la vicinanza in modo intenso ed eccessivo, con lo scopo di esercitare un costante controllo sulla figura di attaccamento, e renderla, così, più prevedibile. Il cane insicuro viene di solito descritto come incollato al proprietario e tende ad organizzare tutte le sue attività attorno ad esso, arrivando persino a non dormire se non si trova vicino a lui.

Quando il proprietario è in casa, il cane può continuamente cercare un contatto visivo con lui e seguirlo costantemente. I cani insicuri preferiscono, inoltre, evitare l’esplorazione di spazi sconosciuti, per timore di incorrere in novità pericolose. È proprio in questo contesto relazionale di attaccamento insicuro che si osserva un problema di ansia da separazione.


Si tratta di una forma di iperattaccamento del cane al proprietario, che maschera un senso di ansia e di insicurezza del cane. È un problema che può avere conseguenze serie sulla relazione. Il cane insicuro manifesta comportamenti alterati ed esagerati quando rimane solo o viene separato dal proprietario. Durante l’assenza del genitore umano, il cane può esibire un ampio range di comportamenti disfunzionali come scavare, vocalizzare, grattare e distruggere vari oggetti all’interno della casa. Il comportamento distruttivo può essere diretto alle aree di accesso come le finestre o le porte, in particolare quella di ingresso, dalla quale il proprietario se ne è andato.


L’ansia che prova il cane inizia già a manifestarsi quando il proprietario si prepara ad uscire. Essa si mostra con un aumento dell’irrequietezza, uggiolii, ma anche con risposte fisiche quali ipersalivazione, palpitazioni e affanno. Queste risposte del cane sono collegate al riconoscimento di gesti nel proprietario che preannunciano la sua uscita.
È molto importante comprendere che il cane che ha comportamenti distruttivi, non si sta vendicando e non sta facendo un dispetto. La distruttività, le vocalizzazioni e le eliminazioni di materiale organico sono unicamente una manifestazione dello stato ansioso sofferto dal cane al momento della separazione dal proprietario.


L’ansia da separazione nel cane è una problematica che può essere trattata e gestita.
Ogni caso è diverso, e per questo motivo può essere affrontato in modo differente.
Bisogna comunque tenere presente che non può essere risolta dall’oggi al domani, ma bisogna avere pazienza. L’intervento terapeutico è rivolto al binomio e interessa la relazione tra cane e proprietario. È importante che quest’ultimo sia davvero disposto a collaborare con l’esperto e a seguire le sue indicazioni, perché la terapia possa portare a risultati.

 

 


Dott.ssa Emmanuela Diana
Dottore Magistrale in Scienze Biologiche
Spec. Biologia Animale
Consulente Etologa Zooantropologa di Etologia Consapevole®
Fondatrice del metodo Etologia Consapevole®
www.etologiaconsapevole.it

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